Guido falla dove vuoi che tanto non ti vede nessuno

Ma stasera non c’era qualcosa? – L’uscita di destiny dalla beta? – No, mignolo, qualcosa che avrebbe dovuto farmi sganciare soldi. – ah ho capito. – ah sì? – certo. Ha dimenticato la farinata calda alla friggitoria del carrugio. – ah vero. Lo stomaco brontola infatti..
Scene di ordinaria follia si presentano dopo tutto l’hype di questa sera.
Sono stati tutti a scrivere con la bava alla bocca. C’erano quelli a dire peste e corna. Poi esistono sempre quelli che elogiano tutto perché va bene così. Gli altri non capiscono.
Poi chissà se si mettono a leggere il significato di questo articolo.
Saranno davvero su queste pagine? Intanto buona notte e riordinate i calzini per sfumature di grigio. Anche quelli lime.

Un attimo per conto mio per parlare con voi

Solitamente scrivo su Tecnoscimmiati.it alcune lunghe riflessioni su come la tecnologia stia andando o su che dispositivi mettere mano. Oggi vorrei parlare di queste cose come un tizio al bar che giocherella con un bicchiere di qualcosa, quello che gli offrite. Non è un pensiero comandato ma una raccomandazione e un monito, non un mojito visto che parliamo di offrire un drink.
Inizio con il dire che negli ultimi mesi sono andato oltre alle specifiche e pensato soprattutto alle tasche. Non tutto entra sia dentro le tasche che fuori, come il denaro per acquisire device.
Ci pensate a quanto spendete in tecnologia all’anno? Cosa ci fate?
Ci ho pensato e poi ho letto diversi articoli di statistiche italiani, europei e americani. Si parte sempre dai social network, vuoi per fare gli affari degli altri che per leggere le notizie. Non esistono più sia i feed reader che i podcast in senso stretto di una volta. Si passa da un post testuale a un meme, da un video su Vine a una foto su Flickr, da un consiglio musicale su Spotify al Tweet di una qualche star.
Poi?
Giochi gratis. Se li pagate, pensate di essere scemi. Poveri gli sviluppatori che si sbattono come mandrilli….
Poi forse arriva anche la messaggistica. Ma si parla di chat e non vere email di lavoro. Ormai Whatsapp, line, wechat, snapchat, Skype e qq sono lo standard. Anche solo per le comunicazioni di lavoro.
Foto? Ah sì per caricarle sul profilo. Però alta definizione in figapixel della Majorca sennò non si capisce dove è il bagno del selfie.
Ecco a cosa serve tutta quella potenza.
E pensare che ci sono quelli che spendono poche decine di euro per un paio di arduino e raspberry pi per farsi un computer e capire che anche meno del vecchio cellulare basta per scrivere la posta e una tesi di dottorato.
Quindi quanto avete speso per non avere la su Candy crash saga? 700? Due anni di contratto? E poi lo userete fra due anni?
Stasera va così.
Non sono uscito bene dopo le ultime presentazioni. E penso che se non cambiate voi, mi passerà la voglia di spendere in tecnoidiozie dei paguri californiani.

Quel vuoto da colmare o l’appetito insaziabile?

Ci sono periodi belli e brutti. C’è il momento storico di crisi economica o presunto tale.
Io sono obeso di tecnologia, bulimia Nerd.
Per me non si tratta di passione. Non è un languore per chiedere all’autista il cioccolatino di turno. Si tratta di uso e consumo tecnologico al fine di essere un passo avanti al mio io di un secondo fa. Un neo futurismo senza cavalli a vapore è ciò che si delinea intorno a me, alla mia famiglia e ai miei amici. È il progresso iper tecnologico che non ammette stop.
Questa bulimia sta subendo un arresto fisico ma non concettuale.
La tecnologia è tale da poter essere documentata e studiata. Farne persino parte la rende un appetito da Nerd mannaro.
Pensate di aver bisogno di respirare aria ma vi chiudono in una capsula col gatto di Schroedinger. Siete vivi e morti. In più siete depressi ma almeno avete ancora il gatto. Sperate di non essere allergici.
Ecco questo è il mio attuale appetito, con vago sentore di mandorle.

C’è un prezzo da pagare ma nessuno fa quello corretto

Voglio provocare e far riflettere su una questione di soldi. Sì, durante un periodo di crisi economica si parla di soldi anche in articoli di tecnologia.
Ci sono prodotti che stanno diventando l’uso comune e indispensabile per la sopravvivenza di molti di noi, non tanto per lavoro ma per una visione allargata di socialità. Sono strumenti che ci possono aiutare ad azzerare distanze e tempistiche sia per comunicare racconti del quotidiano che risultati di lavoro. Sono un fattore di allargamento di orizzonti.
Quando vengono meno al giorno d’oggi viene l’ansia di non avere nessuno vicino, di essere soli improvvisamente senza che ci siano sane scappatoie.
L’aiuto offerto dalla tecnologia è estremo.
Quando poi inizia il ricambio di ogni singola parte che ci aiuta in questa vita quasi cibernetica, diventa difficile rapportare i costi con i risultati. Spesso scambiati per aiuti non superflui diventano poi indispensabili. Ogni opzione alla base diventa un fattore di razzismo tra utenti. Un effetto sociale di disparità estremo eredita tutti gli aforismi dei ricchi contro i poveri o dello stesso razzismo più cupo.
Ottenere un oggetto di primo prezzo o della generazione appena dismessa rende infelici e stressati. Pensieri legati alla corsa al nuovo, questa nuova religione, non sono derivati dal consumismo ma da altro.
Altro è molte cose.
Uno che identifico spesso è il prezzo. Riconoscersi nei brand che fanno valutare la persona dalla capacità di spesa. Se il prezzo è alto, io sono capace di poterlo affrontare. I nuovi drogati o dopati sono quelli che si affidano ai prestiti e ai finanziamenti. Sono ex voto all’Istituto di credito.
Quando leggo spesso di oggetti che aiutano a seppellire un poco di disparità, leggo solo le specifiche e quanto i risultati portino a innovare l’esistenza. Oggi una risposta al calcolo in meno di un decimo di secondo, domani un sensore che registri in tempo reale l’apertura dei pori del naso. Innovazione tecnologica ma economicamente impari.
Vi consiglio di leggere Together alone e di provare prima una settimana senza orologio al polso, poi la connessione internet al cellulare solo 3 ore al giorno per questioni personali e infine 4 km di passeggiata ogni sera al tramonto con viste mozzafiato. Forse potrebbe provocare qualcosa nella vostra vita.

Rapido e ricorrente

Ogni giorno mi pongo lo stesso quesito e non trovo soluzione per colpa di alcuni fattori ambientali.
Mettiamo che ho bisogno di fare una torta. Ci sono varie ricette e svariati strumenti. Bene. Penso proprio di fare una torta salata. Benissimo.
Va beh dai, sarà una torta di riso così semplifico per radici e per alcuni eventi successi proprio in cucina con quella torta.
Scelgo la ricetta a memoria e con alcuni strumenti di fortuna. Vengono in breve tempo ben due torte ma sono completamente asciutte (sapete sono anche 12 anni che non mi affianco in cucina con mia nonna, ma ricordo benissimo il sapore).
Un poco soddisfatto per quantità e per non aver bruciato la cucina tento di nuovo. Scelgo una ricetta con tanti commenti positivi sulla rete. Bene. Compro tutti gli ingredienti e faccio tutto alla lettera ma a un certo punto aggiungo più parmigiano. Torta riuscita ma ha un sentore esagerato di parmigiano. Ma alla fine non sa di quel che ricordo sia per forma che colore(lasciamo stare il sapore) . Riscuote successo nonostante tutto.
Chiedere la ricetta causa perdite di tempo per saperla con le dosi giuste perché in passato la torta si faceva con le cose che avanzavano e non coi pezzi scelti. La ricetta si tramanda e non si nasconde nella testa.
Ci sono troppe cose non dette che servono per migliorare la vita di oggi che vengono segregati come indicibili. Ogni giorno ne pago le conseguenze e ogni giorno prometto e faccio che dire le mie cose a chi ne ha bisogno. Sarò open source?

Aggiornamento in corsa

Sto pensando di rinnovare contenuti e contenitore. Vedrete cambiamenti forse ogni due o tre ore. Sarà molto divertente confrontarmi con voi in merito.
Forse ci sarà anche lo spazio di hai5minuti che precedentemente era su blogger e il canale ilovedoom di youtube in modo tale da raccogliere tutte le varie cose che ho sparpagliato in giro per la rete.
Vi ricordo che buona parte degli articoli sono su Tecnoscimmiati.it e di seguirci in questa avventura che inizia a prendere sostanza.
Cheers,
Matteo

Stampante 3d cercasi

Articolo fuori programma e fuori dagli schemi. Sono alla disperazione per questo momento di voglia di fare ma senza possibilità di confrontarmi con qualcuno che abbia usato una reprap o una Makerbot. Di cosa sto parlando? Beh di stampanti 3d ovviamente.
Se qualcuno del mio seguito social ha una stampante 3d non industriale, lo pregherei di farsi avanti e spiegarmi l’iter di acquisto e manutenzione per approvvigionamento di filamenti in Italia. Avete qualche comunità famosa a cui far riferimento in Italia? Ci sono recensioni di stampanti? È tutto così caotico e ai primi giorni di diffusione. Serve una piattaforma? Argh. Va beh. Continuo a sbattermi nella rete e sicuramente troverò qualche altro articolo. Non esitate a contattarmi.